CENTRO GIOVANILE DON MAZZI

POVERTA’

pPovertà: e non vogliamo parlare di quella economica o morale o sociale o spirituale ma la povertà come un atteggiamento dell’anima e del corpo nell’avventura del vivere, la ‘povertà’ delle Beatitudini e quindi di chi sa di non ‘bastarsi’ pur avendo dentro e intorno mille risorse e capacità per affrontare il cammino del tempo e sente però di avere bisogno di Qualcuno che dia senso a quelle risorse e a quelle capacità

“Povertà” come l’ha vissuta Francesco d’Assisi o Teresa di Calcutta…la ‘ricchezza’ dei loro giorni donata a chi aveva bisogno  del ‘loro’ tempo: e dentro c’era tutto l’amore, la solidarietà concreta, l’attenzione, la voglia di schierarsi, e dentro c’erano ”le ricchezze” dell’anima che non sono rimaste sterili rimpianti o sorgenti prosciugate da un egoismo dilagante e becero.

“Povertà” che è rispetto per le cose che abbiamo e che non sono solo nostre e che spesso sono un privilegio del pezzo di mondo dentro al quale abbiamo avuto la fortuna di capitare a vivere. Un atteggiamento del cuore, della testa e della pancia che sa ‘usare’ le cose senza farle diventare corazze che ci impediscono di ‘essere per gli altri’ generosi compagni di viaggio.

“Povertà”  è saper allora usare “le cose” e “l’anima” non solo per se stessi ma anche per gli altri e con gli altri, facendole diventare una condivisione vera e sincera, libera dalla cultura del ‘mio’.

La “Povertà” di chi ha capito che l’unica grande vera ricchezza è quella dell’amore di chi “dà la vita” per servire e non per essere servito.

“Povertà” è avere ancora la fantasia e l’emozione di un cielo stellato, di un tramonto, di un fiore, degli occhi di un bambino, delle rughe di un anziano, di una nevicata, di un sorriso e di una lacrima…di tutto quello che mi sta intorno insomma e che è la casa viva dentro alla quale si abita tutti insieme.

Autore: 3menda

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