Protagonismo:
quando non si ha più voglia di subire la vita e tutto quello che la vita ti riserva di bello e di brutto;
quando non si ha più voglia di “sopravvivere” dentro ai propri giorni e dentro alla propria geografia;
quando si ha voglia invece di guardare in faccia la propria storia e il mondo dentro al quale camminiamo con tutti gli altri.
“Protagonismo” è alzarsi dalle comode poltrone sulle quali ci siamo incollati a guardare gli altri tentando delle misere e inutili critiche, alzarsi perché si è decisi a ‘sporcarsi’ i piedi e le mani in prima persona...perché il Cristo ‘ha bisogno’ delle mie mani e dei miei piedi e del mio cuore e della mia testa e della mia pancia...insomma ha bisogno di tutto me stesso per “salvare” la Storia, per completare la Missione per la quale è venuto ha “piantare la sua tenda in mezzo a noi”. Lui si è “sporcato” di terra...adesso tocca a noi.
“Protagonismo” sarà quindi la cultura del ‘servizio’.
“Protagonismo” è non smettere di ‘ragionare’ e di ‘confrontarsi’ per cercare risposte concrete e credibili alle tante domande che il nostro tempo ci mette davanti , alle tante provocazioni che la società ci mette davanti, ai tanti silenzi che le persone ci ‘urlano’ addosso: ragionare e confrontarmi per impegnarsi in prima persona.
“Protagonismo” è metterci la faccia anche quando non va di moda farlo o non conviene farlo, ma è però necessario prendere una posizione perché lo richiede la giustizia, la lealtà con la vita, la solidarietà con l’umanità.
“Protagonismo” è amare la vita, tutta, fino in fondo, senza per questo ‘mettermi al centro del mondo’, senza avere la presunzione e l’arroganza di chi si sente indispensabile e con le verità in tasca. |